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Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo

 

Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo

 

Il progetto di un "Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS)" nasce nel 2005 a partire dall'attività di monitoraggio che l'ISPRA svolge, per conto dell'allora Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (oggi Ministero della Transizione Ecologica - MiTE), sull'attuazione di Piani e programmi di interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico finanziati dal Ministero stesso.
Il principale obiettivo del Repertorio è la formazione di un quadro unitario, sistematicamente aggiornato, delle opere e delle risorse impegnate nel campo della difesa del suolo, condiviso tra tutte le Amministrazioni che operano nella pianificazione ed attuazione degli interventi. In questo senso il ReNDiS si propone come uno strumento conoscitivo potenzialmente in grado di migliorare il coordinamento e, quindi, l'ottimizzazione della spesa nazionale per la difesa del suolo, nonché di favorire la trasparenza e l'accesso dei cittadini alle informazioni.
L'interfaccia di navigazione (ReNDiS-web) fornisce, a chiunque si colleghi al sito, la possibilità di consultare i dati principali degli interventi censiti e di visualizzarne il quadro d'insieme per i diversi ambiti geografici. Per gli Enti e le Amministrazioni coinvolti dal progetto, inoltre, sono disponibili una serie di funzionalità specifiche che, previa registrazione ed autenticazione, permettono l'accesso ad un set di dati più esteso e l'invio di informazioni ed aggiornamenti in tempo reale.
La "pubblicazione" dei dati sugli interventi non risponde solo ad esigenze di "trasparenza" ma ha anche l'intento di far conoscere meglio ciò che le pubbliche amministrazioni realizzano sul territorio per ridurre il rischio idrogeologico. Le cosiddette "catastrofi naturali", infatti, si verificano per lo più laddove le aree residenziali e produttive (o le infrastrutture) sono state sviluppate con poca attenzione alle condizioni di pericolosità, legate a fenomeni naturali "comuni e frequenti" quali sono le frane, le alluvioni, le valanghe: una più ampia e diffusa consapevolezza su come il territorio può e deve essere utilizzato, è il presupposto fondamentale per una più efficace "difesa del suolo".

Nel 2015 la piattaforma ReNDiS è stata integrata con un'Area istruttorie, riservata alle Regioni, dove vengono inserite le richieste di finanziamento per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico a valere sui fondi di competenza del MiTE. La procedura istruttoria, inizialmente definita dal DPCM "Criteri" del 28 maggio 2015, è stata rivista ed aggiornata dal DPCM del 27 settembre 2021. Con il DPCM 18.06.2021 l'utilizzo dell'Area istruttoria ReNDiS è stato esteso anche ai fondi per la difesa del suolo assegnati dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A partire da luglio 2022, è stata attivata una ulteriore implementazione della piattaforma che consente la progressiva integrazione, nel data base, anche di interventi finanziati con programmi di competenza di altre amministrazioni e di visualizzarne direttamente i dati disponibili nei sistemi CUP e BDAP. Il primo gruppo inserito è costituito da oltre 3.400 interventi che il Dipartimento DAIT del Ministero degli Interni ha finanziato con risorse delle annualità 2019-20. Tutti gli interventi "extra MiTE" sono individuati da un codice ReNDiS univoco, caratterizzato dal suffisso "/XM". Le relative informazioni possono essere visualizzate con le stesse modalità degli altri interventi e, per gli aspetti tecnici e progettuali, possono essere implementate direttamente dagli Enti attuatori o dalle altre amministrazioni competenti.